Sinergia di Oligoterapia e Fitoembrioterapia per il Benessere Femminile
La Fitoembrioterapia: Azione Modulante e Indipendenza dalla Dose
La Fitoembrioterapia: Azione Modulante e Indipendenza dalla Dose
La fitoembrioterapia, o gemmoterapia, si distingue nettamente dalla fitoterapia convenzionale per il suo meccanismo d’azione e i suoi obiettivi terapeutici. Il principio fondamentale che la caratterizza è che i fitoembrioestratti non hanno azione sintomatica dose-effetto dipendente.
Questo concetto rappresenta la chiave di volta di questo approccio. Se l’individuo riduce o sospende l’assunzione del preparato per alcuni giorni, non “piomba” improvvisamente al punto di partenza. L’obiettivo primario di questi estratti, che differisce dalle terapie ad alta concentrazione (come gli estratti secchi), è ristabilire e conservare il naturale equilibrio dell’organismo.
I Vantaggi: Modulazione Funzionale e Approccio Sistemico
Il meccanismo d’azione dei fitoembrioestratti è basato su un processo sistemico che ne viene innescato, piuttosto che su una semplice azione molecolare mirata.
1. Modulazione e Riequilibrio: I gemmoderivati ambiscono a una modulazione funzionale. Essi sono particolarmente importanti nel riequilibrare l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadico (HPG).
2. Privilegio Farmacocinetico: I fitoembrioestratti danno priorità alle componenti farmacocinetiche e modulanti del fitocomplesso, a differenza dei farmaci o degli estratti vegetali concentrati che privilegiano la componente farmacodinamica.
3. Prevenzione: Questa modalità di azione li rende utili nella prevenzione primaria.
Inoltre, il fitocomplesso non concentrato rende altamente improbabile che gli estratti di natura meristematica possano creare interazioni sgradevoli con i farmaci. Le interazioni note, infatti, sono quasi esclusivamente legate all’assunzione contestuale di farmaci ed estratti vegetali concentrati.
La Preparazione: Catturare l’Energia Vitale
La fitoembrioterapia sfrutta i tessuti embrionali o meristematici della pianta, definiti anche cellule staminali vegetali. Questi tessuti contengono l’inesauribile energia vitale della pianta nel momento del risveglio vegetativo primaverile.
I tessuti utilizzati comprendono le gemme, i giovani getti, i boccioli florali, la scorza dei rami molto giovani e le scorze/semi delle radici.
• Patrimonio Attivo: Tali tessuti contengono i metaboliti primari, come auxine, gibberelline, fattori di crescita, sostanze proteiche e acidi nucleici. Questi metaboliti primari sono i precursori del risveglio vegetale e sono spesso assenti o presenti solo in tracce nei preparati fitoterapici convenzionali. Studi fitochimici più recenti hanno confermato la copresenza sia dei metaboliti primari che di tracce dei classici principi attivi (metaboliti secondari).
• Processo Rigoroso: Per ottenere un fitoembrioestratto di elevato valore biologico, la raccolta deve avvenire con precisione durante il tempo balsamico (un periodo ristretto di circa 4-5 giorni). Le droghe vegetali allo stato embrionale devono essere lavorate tassativamente allo stato fresco ed elaborate nell’arco di poche ore per garantirne il massimo dei principi attivi. Il metodo di estrazione storico prevede l’utilizzo di una miscela di alcol etilico, glicerolo e acqua.
In conclusione, l’assenza di un’azione sintomatica dose-effetto dipendente riflette la natura della fitoembrioterapia, concepita non per un impatto farmacologico concentrato, ma per la modulazione funzionale e il riequilibrio, sfruttando il peculiare patrimonio biologico delle cellule staminali vegetali.