FAQ sull’Omeopatia in Gravidanza per Emorroidi e Ragadi

1. L’omeopatia può essere un valido aiuto durante la gravidanza? Sì, l’omeopatia offre un valido supporto per affrontare le patologie più frequenti che si presentano in gravidanza, come nausea, problemi circolatori, stitichezza ostinata o alterazioni dell’umore, grazie a un approccio individualizzato.

2. Cos’è Sepia Officinalis e da dove proviene? Sepia Officinalis è un rimedio omeopatico di origine animale, ricavato dall’inchiostro di seppia. La Farmacopea Tedesca utilizza l’inchiostro essiccato, mentre la Farmacopea Francese impiega la sacca dell’inchiostro essiccata.

3. Quali sono i principi attivi presenti nell’inchiostro di seppia? L’inchiostro di seppia è ricco di aminoacidi (tirosina, dopa, taurina), melanina, oligoelementi (magnesio, rame, silicio), sali minerali (principalmente sodio cloruro) ed enzimi.

4. Come si manifestano le caratteristiche mentali e comportamentali di una persona che necessita di Sepia? La persona che trae beneficio da Sepia è spesso caratterizzata da pessimismo e nervosismo che la spingono all’isolamento. Tende a essere dura, indifferente, irritabile, sarcastica e aggressiva, con un atteggiamento “Noli me tangere” (non mi toccate). Preferisce la solitudine e migliora quando è da sola, mostrando forte indipendenza. Può manifestare astenia e stati depressivi, specialmente nel postpartum, con apparente indifferenza verso famiglia e amici.

5. Quali sono i sintomi fisici comuni associati a Sepia? Fisicamente, la donna Sepia è spesso bruna e magra. Le sue manifestazioni includono patologie cutanee (eczema, psoriasi, acne, irsutismo, perdita di capelli, cloasma) e disturbi ormonali (amenorrea, dismenorrea, sterilità, sindrome premestruale, problematiche in gravidanza e postpartum, menopausa). È frequente la sensazione di “bear down” (prolasso) degli organi pelvici e disturbi gastrointestinali come nausea e vomito (anche in gravidanza), avversione per il latte e desiderio di cibi acidi/piccanti. È freddolosa e migliora con l’esercizio fisico vigoroso.

6. Cosa si intende per stato “compensato” e “scompensato” in relazione a un rimedio omeopatico come Sepia? Lo stato “scompensato” descrive la condizione in cui si trova il paziente che necessita del rimedio (ad esempio, una Sepia isolata e irritabile). L’obiettivo della cura omeopatica è portare il paziente a uno stato “compensato”, dove i sintomi migliorano e la persona si sente più equilibrata, ad esempio diventando più socievole.

7. Perché le donne in gravidanza sono più vulnerabili alle emorroidi e alle ragadi? La gravidanza comporta importanti cambiamenti fisiologici e ormonali. L’aumento del progesterone può causare problemi circolatori e stitichezza. L’aumento della pressione pelvica dovuta al feto e i cambiamenti ormonali rendono il sistema venoso più fragile, facilitando l’insorgenza o l’aggravamento di emorroidi e ragadi.

8. Quali sono i fattori che possono innescare o peggiorare le emorroidi? Fattori che contribuiscono all’infiammazione delle emorroidi includono uno stile di vita non corretto, una dieta ricca di cibi trasformati, alcool, cioccolato, spezie e cibi piccanti. Anche la stitichezza, la sedentarietà, lo stare troppo in piedi o seduti, il fumo e alcuni sport (come equitazione o ciclismo) possono contribuire6.

9. Quali altri rimedi omeopatici policresto (ad azione profonda) possono essere utili per le emorroidi oltre a Sepia? Altri rimedi policresto includono Nux Vomica (per persone abituate al comando, con stitichezza e stimoli inefficaci, che migliorano con un breve pisolino) e Pulsatilla (per persone dolci, miti, che desiderano essere consolate, con congestione venosa).

10. Quali sono i principali rimedi omeopatici specifici per emorroidi e ragadi? Tra i rimedi più specifici vi sono:

Collinsonia Canadensis: per emorroidi pruriginose e sanguinanti con dolori come aghi, spesso con stipsi.

Aesculus Hippocastanum: per emorroidi congeste e violacee con dolore come spilli che si irradia al fondoschiena, poco sanguinamento.

Hamamelis Virginiana: per problemi di circolazione, vene delicate, emorroidi sanguinanti (sangue nero) ed emorragie passive.

Paeonia: per ragadi dolorose con fitte insopportabili durante e dopo la defecazione, e retto insopportabile al tatto.

Ratanhia: per emorroidi conseguenti a stipsi e ragadi anali con dolori acuti e brucianti come aghi o schegge di vetro.

Nitricum Acidum: per ragadi simili a tagli netti che sanguinano facilmente, con sensazione di puntura come una spina o scheggia.

11. I rimedi fitoterapici come Aesculus o Hamamelis possono essere usati in gravidanza? Sebbene ampiamente usati in fitoterapia, l’uso fitoterapico di Aesculus Hippocastanum e Hamamelis Virginiana in gravidanza è sconsigliato a causa dei principi attivi e delle controversie. In omeopatia, invece, possono essere usate basse diluizioni in sicurezza.

12. Quali trattamenti topici e rimedi tradizionali possono integrare la cura omeopatica? Sono consigliate pomate con ingredienti fitoterapici (es. Calendula, Aesculus, Hamamelis) o le stesse sostanze in diluizione omeopatica. Utili anche i semicupi a temperatura ambiente con infuso di camomilla, utilizzando i capolini interi per le loro proprietà antinfiammatorie.

13. In omeopatia esiste un rimedio “che non si sbaglia mai” per le emorroidi? No, in omeopatia la scelta del rimedio è profondamente individualizzata e dipende dalla totalità dei sintomi del paziente, inclusi quelli mentali. Non esiste un rimedio universale.

14. Che diluizioni omeopatiche si usano tipicamente per queste condizioni? Per il trattamento delle emorroidi e ragadi si preferisce spesso la 30 CH, che può essere anche diluita in acqua e assunta a piccoli sorsi. L’uso di diluizioni molto alte, come la 200 CH, è generalmente riservato al medico10.

15. L’omeopatia offre una “prevenzione” per le riacutizzazioni delle emorroidi? In omeopatia non esiste una “prevenzione” nel senso tradizionale del termine in assenza di sintomi specifici. La prevenzione si basa sul rafforzamento costituzionale del paziente e sul mantenimento di uno stile di vita sano, curando l’alimentazione e prevenendo la stitichezza10.

16. Chi è la Dottoressa Giovanna Della Bona? La Dottoressa Giovanna Della Bona è una farmacista territoriale a Modena e docente presso la scuola di omeopatia di Verona. Ha una formazione ed esperienza nell’omeopatia classica

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FAQ DOMANDE FREQUENTI

1. Cos’è la Fitoembrioterapia e quali principi attivi distintivi la rendono complementare all’oligoterapia?
La Fitoembrioterapia (o Gemmoterapia) è una metodica che prevede l’utilizzo di tessuti embrionali (meristematici) delle piante, definiti anche cellule staminali vegetali. Questi tessuti contengono principi attivi chiamati metaboliti primari, come auxine, gibberelline, fattori di crescita (o ormoni vegetali) e acidi nucleici, che sono abbondanti negli estratti embrionali, ma solo in tracce o assenti nei tessuti vegetali definitivi. Questi metaboliti primari conferiscono agli estratti un’azione modulante e farmacocinetica profonda, utile per ristabilire e conservare il naturale equilibrio dell’organismo.
 
2. Qual è il ruolo specifico dell’associazione Zinco-Rame (Zn-Cu) nell’oligoterapia per l’Asse AIG?
L’associazione Zinco-Rame (Zn-Cu) è l’ambasciatore dell’Asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadico (AIG). Agisce come modulatore delle sindromi del disadattamento ipofisogenitali (ipotalamo ipofisi organo bersaglio). È considerato utilissimo nello sviluppo sessuale e durante menopausa e andropausa, e può essere impiegato anche per l’indifferenza del desiderio di intimità di coppia, sia maschile che femminile.
 
3. In che modo Oligoterapia e Fitoembrioterapia lavorano insieme per trattare le disfunzioni femminili?
L’oligoterapia catalitica si concentra sul riequilibrio del terreno reattivo (o biotipo) della persona, utilizzando oligoelementi (che agiscono come coenzimi) per affrontare le alterazioni funzionali. L’associazione Zn-Cu è fissa per l’Asse AIG. I fitoembri estratti, grazie ai loro metaboliti primari, aggiungono un’azione modulante e riequilibrante più diretta sull’Asse Ipotalamo-Ipofisi-Gonadi. La combinazione mira a una modulazione funzionale e a tendere al riequilibrio del ciclo mestruale e delle disfunzioni che vanno verso il climaterio.
 
4. Quali sono i tre principali “terreni reattivi” (biotipi) e come si manifestano a livello del ciclo mestruale?
L’oligoterapia catalitica individua tre principali terreni reattivi, che richiedono oligoelementi specifici da alternare a Zn-Cu:
Terreno Reattivo
Oligoelemento di Terreno
Manifestazione sul Ciclo Mestruale
Iperreattivo
Manganese (Mn)
Tendenza a essere ravvicinato, intenso e doloroso, e può essere irregolare.
Iporeattivo
Manganese Rame (Mn-Cu)
Ciclo mestruale distanziato e scarso, a volte assente.
Disreattivo
Manganese Cobalto (Mn-Co)
Ciclo mestruale irregolarissimo, a volte assente, con possibili turbe simili alla menopausa.
 
5. Quali disturbi del ciclo mestruale possono essere trattati con l’approccio combinato?
Questo approccio è indicato per le irregolarità del ciclo mestruale, tra cui amenorrea, dismenorrea e sindrome premestruale. Inoltre, è utile nella modulazione delle disfunzioni che si dirigono verso il climaterio. I fitoembri estratti possono anche aiutare a ridurre situazioni di cisti ovariche e a modulare l’acne giovanile.
 
6. Quali sono alcuni esempi di fitoembri estratti utilizzati per il benessere femminile e le loro azioni specifiche?
Esempi di fitoembri estratti e le loro azioni includono:
Gemme di Fico: Modulatore sulla somatizzazione e sui fastidi legati alla dismenorrea.
Lampone: Stimolo alla funzionalità ovarica, epatica e intestinale; è antispastico uterino e un aiuto interessante per riportare l’apparato riproduttore a una funzionalità fisiologica dopo la cessazione dei contraccettivi.
Gemme di Melo: Viene chiamato “progesteron like” e modula le manifestazioni emozionali da carenza di progesterone, come angoscia e ansia.
Rosmarino: Grande aiuto a livello epatico, fondamentale per regolare le cascate ormonali, in quanto il colesterolo (prodotto nel fegato) è componente fondamentale per gli ormoni.
 
7. La fitoembrioterapia può essere utile in caso di problemi di Acne Giovanile?
Sì. L’acne giovanile è un problema che nasce primariamente dall’apparato riproduttore (dopo i 12-13 anni). L’utilizzo dei fitoembri estratti mira all’ottimizzazione funzionale dell’apparato riproduttore, consentendo di modulare e affrontare l’acne giovanile andando a monte del problema.
 
8. I fitoembri estratti presentano rischi di interazione con i farmaci?
È molto improbabile che un fitocomplesso di natura meristematica possa creare interazioni con farmaci mono o plurimolecolari. Le interazioni significative si riferiscono quasi esclusivamente all’assunzione contestuale di farmaci ed estratti vegetali concentrati (come gli estratti secchi). I gemmoderivati privilegiano l’azione farmacoinetica e quella modulante, piuttosto che la componente farmacodinamica selettiva che è quella che tipicamente crea interazioni.
 
9. Qual è il dosaggio tipico e il metodo di assunzione per i fitoembri estratti?
Il dosaggio complessivo nell’arco della giornata va tipicamente dalle 5 alle 15 gocce. Si suggerisce l’assunzione in pochissima acqua (mezzo dito) e preferibilmente per via sublinguale. L’assorbimento sublinguale permette alle sostanze di raggiungere rapidamente il circolo sanguigno tramite la vena cava superiore, bypassando il fegato, che altrimenti disattiverebbe una buona percentuale delle sostanze ingerite.
 
10. Quanto tempo è necessario per vedere dei risultati utilizzando questa sinergia?
I tempi di risposta non sono uguali per tutti. Tuttavia, se si riesce a individuare il terreno reattivo corretto e si consigliano gli oligoelementi di terreno alternati allo Zinco-Rame (unitamente ai fitoembri estratti), nell’età fertile è possibile osservare cambiamenti e miglioramenti nello stato di salute, o nella regolarità del ciclo mestruale, già a partire dalla seconda ovulazione.