INCURSIONI PERIFERICHE

L’odore di benzina bruciata mi attira e inquieta, come le strade della periferia industriale. Sono luoghi deputati ad uno scopo preciso: consentire a camion carichi di materiali di entrare o uscire dalle fabbriche. 


PASSANTI DI VIA VERDI

Napoli, via Verdi, la strada va da Piazza Municipio a Piazza San Carlo, un risvolto del salotto della città.

Mi fermo a guardare e ad aspettare, a seguire, a accompagnare con lo sguardo sconosciuti. Solo pochi istanti mi legano a quelle figure che si muovono assorbiti dal loro quotidiano, ognuno con il suo asso e ognuno intento in un viaggio incardinato sulle rotaie della propria esistenza. Ciò che ci lega è l’interminabile tempo dell’otturatore, necessario a raccogliere questa testimonianza.


23Giu

MARE

MARE

23Giu

16

16

I ritratti di questa serie sono il risultato di un tempo lunghissimo per la fotografia, breve per le nostre vite e totalmente insignificante per la storia del pianeta che occupiamo… seppur relativo è esattamente il tempo che ci è stato necessario per condividere i nostri vissuti e scambiarci un breve vissuto.

LUCIO

FABIO

GENNARO


LA MIA GENESI

Nel sudore del sonno sognai la mia genesi, erompendo 
Per la rotante conchiglia, forte 
Come nel trapano muscolo di motore, 
Nella visione e nel nervo di ferro.

Dalle membra che avevano la misura del verme, respinte 
Dalla carne increspata, limate 
Da tutti i ferri che sono nell’erba, metallo 
Di soli nella notte che liquefa gli uomini.

Erede a vene ardenti che contengono la goccia dell’amore, preziosa 
Una creatura nelle mie ossa, 
Girai il mio globo d’eredità, viaggio 
Attraverso l’uomo, in prima marcia, che ha la notte a guida.

Sognai la mia genesi e nuovamente morii, shrapnel 
Piantato nel cuore in marcia, strappo 
Nella ferita ricucita e nel vento che si aggruma, morte 
Con museruola sulla bocca che il gas inghiottì.

Nella seconda mia morte nitidamente segnai le colline, raccolto 
Di cicuta e di stoppie, ruggine 
Il sangue mio sui morti raddolciti, a forza 
Dall’erba liberandomi per la seconda volta.

E alla mia nascita fu contagioso il potere, seconda 
Resurrezione dello scheletro e 
Secondo vestimento del nudo fantasma. Virilità 
Sprizzò da dal ravvivato dolore.

In sudore di morte sognai la mia genesi, caduto 
Due volte nel mare che si nutre divenuto 
Del mare di Adamo stantio finché, visione 
Di nuova forza umana, cerco il sole

Dylan Thomas


22Giu

MESCALINE

MESCALINE